12 luglio, 2006

Continua a brillare, pazzo diamante

Il sito non ufficiale dedicato a Syd Barrett



The GnomeLo Gnomo
I want to tell you a story
About a little man
If I can.
A gnome named Grimble Crumble.
And little gnomes stay in their homes.
Eating, sleeping, drinking their wine.

He wore a scarlet tunic,
A blue green hood,
It looked quite good.
He had a big adventure
Amidst the grass
Fresh air at last.
Wining, dining, biding his time.
And then one day - hooray!
Another way for gnomes to say
Oooooooooomray.

Look at the sky, look at the river
Isn't it good?
Look at the sky, look at the river
Isn't it good?
Winding, finding places to go.
And then one day - hooray!
Another way for gnomes to say
Oooooooooomray.
Ooooooooooooooomray.
Voglio raccontarti la storia
Di un ometto
Se posso.
Uno gnomo di nome Grimble Crumble.
E gli gnometti restano nelle loro case
A mangiare, dormire e a bere vino.

Indossava cuna tunica scarlatta
Un mantello verde e blu
Aveva proprio un bell’aspetto.
Ebbe una fantastica avventura
In mezzo all’erba
Aria fresca, alla fine.
Bevendo, cenando, buttando il suo tempo
E poi un giorno – Urrà!
Un altro modo che gli gnomi hanno per dire
Oooooooooooorrrrrà!

Guarda il cielo, guarda il fiume
Non è bello?
Guarda il cielo, guarda il fiume
Non è bello?
Volando col vento a trovare posti dove andare
E poi un giorno – Urrà!
Un altro modo che gli gnomi hanno per dire
Oooooooooooorrrrrà!
Ooooooooooooooooorrrrrà!

Lo Gnomo era un gigante.
Lo Gnomo era un poeta.
Lo Gnomo era un visionario.
Lo Gnomo delirava, scriveva, cantava, dipingeva.
Lo Gnomo era un creatore.
Dio di un pianeta troppo piccolo, con pochi eletti e qualche sacerdote.
Rimasto solo, per scelta o per inganno, lontano da chi si dissetava alla sua fonte.
Fantasia maledetta, genio perverso, malato di sé, svuotato di tutto e pieno di vuoto.
Addio Syd.
Continua a brillare, pazzo diamante.


Shine on you crazy diamondContinua a brillare pazzo diamante
Remember when you were young,
You shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes
Like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the crossfire
Of childhood and stardom,
Blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
Come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!

You reached for the secret too soon,
You cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night,
And exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome
With random precision,
Rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions,
Come on you painter, you piper, you prisoner, and shine!

Nobody knows where you are,
How near or how far.
Shine on you crazy diamond.
Pile on many more layers
And I'll be joining you there.
Shine on you crazy diamond.
And we'll bask in the shadow
Of yesterday's triumph,
And sail on the steel breeze.
Come on you boy child,
You winner and loser,
Come on you miner for truth and delusion, and shine!
Ricorda quando eri giovane,
Brillavi come il sole.
Continua a brillare, pazzo diamante.
Ora c’è uno sguardo nei tuoi occhi
Come buchi neri nel cielo.
Continua a brillare, pazzo diamante.
Sei stato colpito dal fuoco incrociato
Della gioventù e della fama
Soffiato via dalla brezza d’acciaio.
Forza, bersaglio di risate lontane,
forza, straniero, leggenda, martire, brilla!

Hai scoperto il segreto troppo presto,
hai gridato che volevi la luna.
Continua a brillare, pazzo diamante.
Minacciato dalle ombre di notte,
e nudo di fronte alla luce.
Continua a brillare, pazzo diamante.
Beh, hai distrutto il tuo successo
Con precisione casuale,
hai cavalcato la brezza d’acciaio.
Forza, delirante, visionario,
forza pittore, pifferaio, prigioniero, brilla!

Nessuno sa dove sei,
quanto vicino o lontano.
Continua a brillare, pazzo diamante.
Continua ad ammucchiare strati su strati
Ed io ti aiuterò a farlo.
Continua a brillare, pazzo diamante.
E ci crogioleremo all’ombra
Dei trionfi di ieri,
e veleggeremo sulla brezza d’acciaio.
Forza, ragazzino, vincitore e perdente,
forza, minatore di verità e delusione, brilla!

10 luglio, 2006

Ssssshhhhh... zitti...

Campioni del mondo...

Nulla da dire...
Che soddisfazione...
Però zitti zitti... diciamo soltanto...


ALE'!

07 luglio, 2006

Fulmini e saette


Era da tempo che non si vedeva un temporale così!
Bello peraltro, io mi diverto sotto l'acqua. Però immaginate un'ora e mezza di traffico e fila da Pomezia all'Eur.
Praticamente in alcuni tratti sarebbe stato meglio essere in canotto. I pneumatici (o GLI pneumatici? Mistero tuttora non chiarito) galleggiavano, quindi una parvenza di navigazione extramarittima (extrafluviale? extralacustre? insomma, extracquatica) si è avuta lo stesso. Peccato non aver avuto i remi, sarebbe stata un'esperienza senz'altro fuori dal normale.
Fantastica la pioggia di fulmini che si è abbattuta su Roma sud-ovest. Uno dietro l'altro, senza soluzione di continuità. Peccato non essere riuscito a cogliere l'attimo per fotografarla / videoriprenderla.
Così io, suggestionato da un articolo letto qualche tempo fa, ho spento i cellulari... onde evitare che fungessero da elettrorichiamo ;-)
Qui sopra potete vedere la documentazione fotografica di quanto sto raccontando. Ho scattato la foto intorno alle 9 su via dell'Acqua Acetosa Ostiense (dalla Laurentina verso Decima). Immaginate il rischio di guidare fotografando (o fotografare guidando)? Apprezzate, prego, questo istinto da Imbrana Jones...

05 luglio, 2006

Solo una partita di calcio?

ZOFF BERGOMI CABRINI ORIALI COLLOVATI SCIREA CONTI TARDELLI ROSSI ANTOGNONI GRAZIANI. Fai click sull'immagine per un po' di Amarcord...

Germania - Italia
0-2

Proprio nel momento in cui la mia bella si assopisce sul divano (!) e io mi chiedo come faccia visto il casino che sto facendo, Fabio Grosso propina un purgotto (enteroclisma, clistere, lassativo, purgante, evacuante, ma anche: ripulitura, purificazione, depurazione, spurgo, repulisti, epurazione, ma anche, forse più appropriato: ELIMINAZIONE DEGLI AVVERSARI) ai teteschi ti cermania, che non vedevano l'ora di farci fuori.
Nel primo tempo della partita, tra un'emozione e l'altra, c'era stato un evento piuttosto esilarante, qualcuno che mi chiedeva: "Ma quello non è fallo di ostruzionismo?".
Bene. Siamo in finale, ed io ho fatto un sogno stranissimo stanotte. Uno di quei sogni che per motivi ignoti al conscio e all'inconscio resta impresso sulla pellicola della mente e torna alla luce, come appena sviluppato, qualche ora dopo.
Nel mio delirio onirico, l'Italia sta giocando la semifinale dei campionati del mondo 2006 contro una squadra sudamericana non meglio identificata. Si giocano i tempi supplementari. Per una regola non scritta, un giudice supremo esterno può decidere, indipendentemente dal risultato del campo, se dovranno essere giocati i calci di rigore.
Così, dopo che l'Italia è passata in vantaggio con un goal di non-mi-ricordo-chi, al termine della partita il giudice sommo e supremo è chiamato a decidere se si dovranno tirare i rigori per decidere chi giocherà la finale.
Scopriamo che il giudice sommo e supremo è un cubano di colore che, pur non essendo della stessa nazionalità della squadra avversaria dell'Italia (che resta ignota, nel caso il sogno prosegua questa notte mi premurerò di fissarla su queste pagine, se non altro per non dimenticare...), decide che i calci di rigore si giocheranno, nonostante l'Italia abbia meritatamente vinto sul campo.
Nel prosieguo del delirio, chiedo a qualcuno che mi sta vicino se per caso il cubano non sia un certo Lazaro Martin Diaz, il mio vecchio maestro di Salsa Cubana. Mi viene risposto di no, ma il dubbio mi resta dopo averlo guardato ben bene in faccia e dopo aver visto il suo fisico scolpito che anche nel sogno suscita una certa qual invidia.
A questo punto il delirio viene interrotto da una musichina tanto odiosa quanto utile, ossia la sveglia.
Dopo lunghi periodi di disinteresse, dunque, il calcio, brutto e malato, bello e dannato, mi si ripropone agli occhi e alla mente e mi dona qualche attimo di suspence, allegria e disincanto. Sono certo che durerà poco, perché altre e più alte (?) considerazioni si frappongono tra il pallone e il mio cervello.
Però oggi godo.

04 luglio, 2006

Lontano sulle onde, via da queste sponde...


Molto Bene.
Eccoci qui, rientrati da una breve vacanza, di nuovo al chiodo, pronti a ricominciare l'anonimo (ma non troppo) routinario tran tran.
Che significa andare in vacanza?
Diavolo, significa tanto. Significa staccare, mollare, andare, fare, dire, baciare, cazzeggiare, stritolare, tuffare, nuotare, canoare, ridere, scherzare, mangiare, bere, dormire, dormire, dormire...
...
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... e magari anche riuscire a non pensare.
No, non è detto, pensare si pensa sempre, che lo si voglia o no. È un po' come sognare: lo facciamo senza accorgercene ed in maniera assolutamente indipendente dall nostra volontà.
Tra l'altro, studiando queste cose (ahimé, esame di "Cognizione sociale" tra pochi giorni), è interessante vedere come alcuni processi di pensiero siano assolutamente automatici, inconsapevoli, incontrollabili.
Ci sono anche quelli controllabili, ma la maggior parte di quelli che scattano di fronte alla più assoluta normalità sono inesorabilmente sfuggenti ad ogni possibilità di controllo.
Un esempio: sapete quante volte mi sono chiesto perché quando parto per le vacanze sto tre giorni in assoluta abulìa prima di prendere il ritmo? No? Beh, neanche io riesco a contare le volte che mi sono posto questo quesito.
Ebbene, i processi che mettono in moto questo meccanismo si attivano che io lo voglia o no. Così, passo tre giorni a chiedermi quando comincerà la vacanza, mentre è già cominciata da un pezzo, nel vano tentativo di recuperare i giorni che restano, che sono sempre troppo pochi per goderseli appieno...
Ahi, che vita grama che grama vita...