05 luglio, 2006

Solo una partita di calcio?

ZOFF BERGOMI CABRINI ORIALI COLLOVATI SCIREA CONTI TARDELLI ROSSI ANTOGNONI GRAZIANI. Fai click sull'immagine per un po' di Amarcord...

Germania - Italia
0-2

Proprio nel momento in cui la mia bella si assopisce sul divano (!) e io mi chiedo come faccia visto il casino che sto facendo, Fabio Grosso propina un purgotto (enteroclisma, clistere, lassativo, purgante, evacuante, ma anche: ripulitura, purificazione, depurazione, spurgo, repulisti, epurazione, ma anche, forse più appropriato: ELIMINAZIONE DEGLI AVVERSARI) ai teteschi ti cermania, che non vedevano l'ora di farci fuori.
Nel primo tempo della partita, tra un'emozione e l'altra, c'era stato un evento piuttosto esilarante, qualcuno che mi chiedeva: "Ma quello non è fallo di ostruzionismo?".
Bene. Siamo in finale, ed io ho fatto un sogno stranissimo stanotte. Uno di quei sogni che per motivi ignoti al conscio e all'inconscio resta impresso sulla pellicola della mente e torna alla luce, come appena sviluppato, qualche ora dopo.
Nel mio delirio onirico, l'Italia sta giocando la semifinale dei campionati del mondo 2006 contro una squadra sudamericana non meglio identificata. Si giocano i tempi supplementari. Per una regola non scritta, un giudice supremo esterno può decidere, indipendentemente dal risultato del campo, se dovranno essere giocati i calci di rigore.
Così, dopo che l'Italia è passata in vantaggio con un goal di non-mi-ricordo-chi, al termine della partita il giudice sommo e supremo è chiamato a decidere se si dovranno tirare i rigori per decidere chi giocherà la finale.
Scopriamo che il giudice sommo e supremo è un cubano di colore che, pur non essendo della stessa nazionalità della squadra avversaria dell'Italia (che resta ignota, nel caso il sogno prosegua questa notte mi premurerò di fissarla su queste pagine, se non altro per non dimenticare...), decide che i calci di rigore si giocheranno, nonostante l'Italia abbia meritatamente vinto sul campo.
Nel prosieguo del delirio, chiedo a qualcuno che mi sta vicino se per caso il cubano non sia un certo Lazaro Martin Diaz, il mio vecchio maestro di Salsa Cubana. Mi viene risposto di no, ma il dubbio mi resta dopo averlo guardato ben bene in faccia e dopo aver visto il suo fisico scolpito che anche nel sogno suscita una certa qual invidia.
A questo punto il delirio viene interrotto da una musichina tanto odiosa quanto utile, ossia la sveglia.
Dopo lunghi periodi di disinteresse, dunque, il calcio, brutto e malato, bello e dannato, mi si ripropone agli occhi e alla mente e mi dona qualche attimo di suspence, allegria e disincanto. Sono certo che durerà poco, perché altre e più alte (?) considerazioni si frappongono tra il pallone e il mio cervello.
Però oggi godo.

0 Comments:

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home